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I
TAROCCHI di Jacopo Fo
22 tarocchi (Arcani Maggiori) disegnati da Jacopo in
una nuova versione in cartoncino rigido plastificato.
di Gabriella Canova
La storia dei tarocchi racconta la storia del mondo e di ognuno di noi,
21 carte numerate piu' il Pazzo che non ha numero, dove c'e' tutto. C'e'
chi dice che la loro origine sia medioevale, chi li fa risalire a molto
prima quando alcuni saggi decisero di disegnare 22 tavolette dove ci fosse
il racconto dell'umanita' e di ognuno di noi.

La storia inizia con un Pazzo che va... non si sa dove...
ha un cane che gli morde il sedere (i suoi rimorsi, i suoi rimpianti) ma
sembra non farci caso, porta un fagottino con poche cose del suo passato,
poche e leggere, ha uno strano cappello da giullare, ha delle erbe delle
possibilita' ai piedi ma non ci bada, le calpesta perche' non gli interessano,
lui va e sa che deve andare, che ha lasciato qualcosa dietro di lui. Ora
si ricomincia ma senza meta, l'unica cosa che sembra interessargli e' una
farfallina gialla (il colore dell'evanescenza) che in quel momento gli
passa davanti al naso, ma gli interessa fino a che non ne arrivera' un'altra.
Il Matto e' il caos, il mondo prima del Big Bang, non
c'e' nulla se non il caos, nella nostra vita il matto e' quel periodo in
cui si sa che si deve andare ma non si sa dove, quei momenti di elettroencefalogramma
emotivo piatto, nulla ci interessa molto, nulla ci puo' fare male piu'
di tanto, ci limitiamo ad andare, senza pensare a niente, potremmo fare
cose assurde, appunto senza regole, senza costrizioni, come i matti.... ci
interessano le farfalline che ci volano davanti agli occhi ma come una
se ne va ne seguiamo un'altra. Niente regole, niente di niente... caos... il
mondo: una nebulosa.
Nel suo viaggio il Matto incontra un grande tempio, il tempio dei Tarocchi,
il tempio della conoscenza e appena fuori del tempio vede uno strano personaggio
con un banchetto, questo signore forse e' un mago, forse un artigiano,
forse fa il calzolaio, non si capisce bene.
Sta li' col suo banchetto, un cappello fatto a forma di 8 rovesciato e
guarda di lato, controlla il pazzo probabilmente... il caos e' proprio li'
a due passi.
Il Bagatto rappresenta l'inizio, e' il numero uno, un
dio umile, artigiano, che fa le cose con le sue mani, e' l'inizio e lui
sa che e' un lavoro lungo, meticoloso, di precisione, sta attento ai dettagli...
Lasciamo il Bagatto a fare i suoi lavori con le mani... appena dentro il
tempio dei tarocchi un grande trono con assisa una vecchia signora, la
Papessa, porta in grembo un libro aperto, il libro della conoscenza,
che non legge perche' lei e' la conoscenza.
La Grande Madre, la Dea, la signora dei villaggi matriarcali. Insieme al
Bagatto e' ancora Dea. Lei e' la Terra, una vecchia signora che non partorisce
piu' e rappresenta la femminilita' piu' profonda, atavica, materna e sensibile.
Del femminile ha tutte queste caratteristiche e lei e' donna come lo sono
tutte le donne prima e dopo di lei. Lei sa.
Sa quando e' il momento di raccogliere, quando si deve seminare... conosce
l'importanza della vita e il suo miracolo.
Lei e'.
Ancora nel nostro mondo non c'e' il parto, la creazione, ancora ci sono
amebe e divisioni cellulari, anche la Papessa tiene d'occhio il caos, ma
lei che esiste da sempre sa che tutto arrivera' a fiorire.
E succede subito dopo con la carta numero 3, il numero perfetto: l'Imperatrice...
colei che partorisce.
Beh... basta guardarla: un altro trono, una giovane signora questa volta,
che porta con se' le armi della seduzione (lo scettro, lo scudo). Porta
una fascia che evidenzia i seni e il ventre. E' incinta? Non si sa, ma
lei e' in grado di partorire. Nel nostro mondo arrivano i mammiferi e lei
e' la creativita' della donna che partorisce.
La creativita' massima che e' in se' attiva e passiva, la donna fa il figlio
ma non sa come sara'. Il nostro progetto e' in fase di sviluppo, quello
che ne uscira' sara' magari diverso da come ce lo siamo immaginato ma sara'
sempre il frutto della nostra creativita'.
Alla Papessa, l'Imperatrice aggiunge le armi della seduzione, il suo essere
giovane, l'erotismo e quindi puo' creare una nuova vita, crea qualcosa
da dentro.
Questa carta rappresenta la creativita', l'ingegno ma non quello del fare
ma del creare, dell'essere, del femminile.
Nei tarocchi la distinzione tra maschile e femminile e' molto netta, dove
le donne rappresentano sempre l'emozione e i maschi la razionalita'. Un
po' riduttiva forse ma estremamente efficace nella spiegazione delle carte.
Ed eccolo il vero maschio dei tarocchi: l'Imperatore.
Il potere, l'autorita', colui che ha lo scettro in mano e lo tiene ben
in mostra davanti a se', che tiene lo scudo appoggiato perche' lui non
ha neanche bisogno di difendersi, lui e' colui che fa grandi imprese, reali,
solide, razionali.
Si sta per alzare dal trono... si vede che sta per partire con il suo esercito
e fara' grandi cose. Il nostro villaggio diventera' una citta' perche'
lui e i suoi uomini l'avranno costruita.
Nel nostro quotidiano l'Imperatore e' il grande impegno per una grande
impresa: il mutuo per comprare una casa, l'aprire un'attivita' in proprio.
Una questione reale, impegnativa anche nel tempo, un lavoro che si deve
coordinare ma dove il risultato e' tangibile.. si vede.. e' fatto di cose
reali.
Con la carta del Papa finiscono le prime 6 carte di figura,
con il Papa abbiamo finito di costruire le fondamenta del nostro mondo,
i primi 6 sono i personaggi piu' importanti, quelli da cui parte tutto.
Il Papa e' il padre spirituale: colui che ha letto e interiorizzato il
libro che la Papessa tiene sulle ginocchia e lo racconta agli altri. E'
colui che nel villaggio spiega perche' piove o quali dei mandano i fulmini
o la carestia.
Il Papa e' il comunicatore, sa parlare agli altri e gli altri gli credono,
sia perche' capiscono o anche solo per fede, perche' credono in lui.
Ma ora il nostro mondo puo' muoversi: date le prime carte fondamentali
si puo' scegliere dove andare, che strada percorrere.
Numero 6: Gli Amanti
La scelta. Tre persone nella carta i due ai lati tengono le mani sulle
spalle di quella in mezzo che deve scegliere dove andare ma per questa
persona in mezzo, in realta', sceglieranno quel grande Cupido in alto
e la sua freccia.
Nel nostro mondo si deve scegliere, date le basi ora dove andiamo? Ma si
tratta di una scelta di cuore, qui e' Cupido che scaglia la freccia. Una
scelta fatta con l'anima e non con il raziocinio, la scelta che si fa perche'
entrano in gioco i sensi: “Sapeva di Buono”, “Suonava Bene”, “Sentivo che
dovevo fare cosi'”.
Quella sensazione che si ha quando si capisce che bisogna andare da una
parte perche' li' sta il nostro cuore, perche' li' la nostra emozione.
La carta numero 7: Il Carro
Fatta la scelta bisogna andare.. e correre. Un giovane principe in un carro
tiene le redini di due cavalli, uno tende ad andare a destra l'altro
a sinistra. Riuscira' il giovane principe a portarli nella direzione
voluta?
Dopo il 6 ecco il 7, altro numero magico, e la carta del carro e' proprio
la corsa dopo la scelta, e' un maschio e quindi le cose da fare sono reali
e razionali, la scelta e' stata di cuore ma ora lui deve correre per realizzarla,
con forza e determinazione, tenendo a bada due diverse forze che vorrebbero
rovesciarlo e mandarlo in pezzi. Ma il giovane principe sa come fare.
Un impegno quindi, e' quello che rappresenta il Carro. Un impegno veloce
dove bisogna coordinare varie tensioni. La realizzazione della nostra scelta
ma fatta velocemente, con tutto l'impeto della gioventu'.
La carta numero 8 - La Giustizia
Beh.. guardala, e' l'iconografia classica della giustizia, assisa sul suo
trono, guarda dritto davanti a se', in una mano la spada e nell'altra
la bilancia.
Le regole, la legge... ma le nostre regole, la nostra legge.
La giustizia pesa le cose e poi decide se tagliarle o meno.
E' quel momento nella vita in cui ti fermi un attimo e decidi, questo si',
questo no, decidi le priorita', quello che veramente conta, la tua legge.
E non e' sempre detto che siano le regole che ci hanno dettato gli altri.
La giustizia serve a sfrondare, a rendere le cose piu' semplici, quando
ti sei dato una regola poi seguirla diventa facile.
Tagliare quello che non serve, che fa perdere tempo, per cui non vale la
pena... tenere quello che conta....
La carta numero 9: L'Eremita
Un vecchio con un lungo mantello nero, porta davanti a se' una lanterna,
sta appoggiato alla realta' con un grosso bastone. E' Diogene che cerca
l'uomo... l'analisi fatta in modo razionale, illuminando la vita passata
pezzetto per pezzetto, il vecchio e solo, ha chiuso la porta dietro di
se' e scruta la sua vita cercando di capire come e quando, cercando di
coglierne l'essenza. Gesu' che affronta il diavolo in 40 giorni di solitudine
nel deserto... trovarsi davanti a se'.
Nell'epoca moderna l'Eremita puo' essere l'analisi razionale, l'analista
stesso ma piu' che altro quei momenti di solitudine che ci servono a capire
cosa e' successo, perche' si e' arrivati a quel punto della nostra vita.
Un'analisi solitaria, una chiusura in se stessi per capire e per poi affrontare
al meglio il mondo esterno, con maggiore consapevolezza.
La carta numero 10: La Ruota della Fortuna
Uscito dalla sua grotta l'Eremita e' pronto a guardare e a saper cogliere
le occasioni dall'esterno.
Inizia con questa carta la simbologia che io amo molto nei Tarocchi che
e' quella dell'acqua. Nell'acqua della vita naviga un carro strano, con
una ruota: ad essa sono legati un uomo e un cane, sopra di loro un angelo
getta delle monete d'oro da una cornucopia. Le monete possono andare al
cane che non se ne fara' niente o all'uomo che le fara' fruttare.
Insomma, se vuoi vincere alla lotteria almeno devi comperare il biglietto.
L'esterno offre occasioni buone e fortunate, basta saperle cogliere, e'
un buon momento, nei tarocchi e' arrivato il fattore C, la fortuna, vai
e' il momento giusto per prendere i treni che la vita ti fa passare davanti.
E come li vedresti se fossi ancora dentro la grotta dell'Eremita o se l'Eremita
non ti avesse fatto capire alcune cose di te?
La carta numero 11: La Forza
Ahhh.. la Forza. Una signora che porta un cappello a forma di 8 rovesciato,
come il Bagatto, tiene aperta la bocca di un leone e la carta finisce
qui. Che accadra'?
Non importa saperlo, come vedi la signora non fa fatica, ha in viso un'espressione
tranquilla, perche' Lei e' la Forza. Lei e' cosi' certa delle cose in cui
crede che non ha bisogno di uccidere il leone e senz'altro il leone non
uccidera' lei. Lei non ha bisogno di combattere, si limita a tenere lontani
i suoi nemici rendendoli inoffensivi.
Per capire bene questa carte rivedersi tutta la trilogia di Guerre Stellari
e che la Forza sia con te.
La carta numero 12: L'Appeso
Lui sta a testa in giu', delle corde gli legano le mani dietro la schiena
e un piede che lo tiene appeso. Cosa puo' fare? Nulla, se cerca di divincolarsi
le corde stringono, deve solo attendere, attendere che prima o poi qualcosa
accada e che lo sciolga dai suoi legami.
L'Appeso e' la carta dell'attesa, e' la carta di quel momento della vita
in cui pensi "dove mi muovo sbaglio" ecco... proprio li' fermati
e aspetta... prima poi l'alba portera' altre soluzioni o semplicemente
quelle corde che sembravano cosi' strette si scioglieranno e sarai libero.
L'Appeso dopo la Forza... il mio sogno e quel che sono e' li'... concreto...
ora si tratta solo di aspettare che maturino i tempi per la sua realizzazione...
Numero 13: La Morte
L'Appeso scioglie i suoi legami e che fa? Taglia, la Morte che non guarda
in faccia nessuno, taglia le teste di principi e re, la Morte che non guarda
al tornaconto.
La Morte significa il taglio di uno o piu' rapporti interpersonali, quando
cambi lavoro perche' litighi col capo, ma puo' essere, e molto spesso e',
una morte interiore. Quella mattina che ti svegli e pensi... "beh..
non l'amo piu'", anche se vi siete lasciati da anni... la conosco
bene questa sensazione e si', non e' divertente anche se poi senti come
se ti fossi tolto un peso.
Taglio, separazione... se litighi con un amico questo e' morto per te e
tu per lui.
Numero 14: La Temperanza
Nell'acqua della vita in tempesta un giovane angelo (ma chissa' se poi
lo e' davvero? e' anche truccata... dolce donna) in un isolotto tranquillo
versa l'acqua della vita e della morte da una brocca all'altra senza
perderne neanche una goccia.
La Temperanza gira la propria acqua... si vuole bene. La convalescenza,
la cura di se', una crema al the verde, una vacanza in un posto tranquillo
e dolce, ma anche qualcuno che si prende cura di te, che ti coccola, che
ti sostiene, che fa girare la tua acqua e cosi' facendo la riempie di bollicine
allegre.
La signora della Temperanza ci vuole bene, quando esce la sua carta consiglia
di occuparci di noi, di farci del bene, una nuova pettinatura, un vestito
colorato...
Carta numero 15: Il Diavolo
La passione, il fuoco, sesso, sghignazzo, gioco duro, risse per divertimento...
la grande passione che brucia... sei giorni a letto con uno che non sai
come si chiama... una battuta feroce a uno stronzo. La passione che cambia,
il fuoco che fa tabula rasa e infatti.... dopo il Diavolo
La carta numero 16: La Torre che crolla
Perche' dopo che hai conosciuto la vera passione niente puo' piu' essere
come prima e allora vanno giu' le convenzioni, crollano le infrastrutture.
Se la Morte e' il taglio dei rapporti interpersonali, la Torre e' il
crollo delle cose, un gran cambiamento. Nella carta si vedono due persone
che cadono da una torre colpita da un fulmine... resteranno sotto le
macerie? Non si sa, dipende da noi, restare sotto le macerie quando tutto
crolla intorno a te ha poco senso.... magari sei stato pure tu a tirarla
giu' quella torre, magari quella torre era una prigione, gia' marcia
e bastava solo una spallata.... via si cambia!!! Giu' tutto e come eri
un'ora fa non sei piu'.
Carta numero 17: Le stelle
La stessa acqua che donna Temperanza getta da una brocca all'altra senza
perderne neanche una goccia, la signora delle Stelle la versa al fiume.
E tutto questo avviene alla luce delle Stelle. Si vede poco alla luce
delle stelle, qui parla l'emozione, il profondo. La signora dona la sua
acqua al fiume e con questo fa un grande atto di generosita'... il fiume
forse non ha bisogno della sua acqua ma lei ha bisogno di far parte di
quel fiume, ha bisogno di sapere che la sua acqua fa parte di un flusso
che va dal monte al mare. Accetta questo andare e le piace questa appartenenza.
Cosi' facendo poi ricarica le sue brocche di nuova acqua.
Primavera, rinascita, rinnovamento interiore, piu' intuito che reale, quella
sensazione che ogni tanto ci prende e ci fa pensare... orca... sta capitando
qualcosa di nuovo... si' si', e' primavera e la sento dentro... un fiore
tra i capelli, qualcosa cambia e si rinnova dentro e fuori di me.
Carta numero 18: La Luna
In questa carta due torri, due cani, un boschetto verde in lontananza...
il nostro percorso e' difeso e segnato, dobbiamo arrivare li', alla serenita'
di quel boschetto, ma in primo piano nell'acqua della vita un gambero
che va all'indietro e una grande luna piena illumina il tutto.
Luce strana quella della Luna... magica...
Se l'Eremita e' l'analisi razionale la Luna affronta i fantasmi della notte,
il passato da un punto di vista emotivo, chi eravamo, cosa sognavamo, che
strada hanno preso le nostre emozioni e i nostri sentimenti? Anche qui
e' piu' l'emotivo del razionale che parla, c'e' la Luna...
Carta numero 18: Il Sole
Stiamo giungendo al termine del nostro viaggio... il Sole ci fa vedere
chiaro, la carta del matrimonio, dell'amicizia, della tribu', di chi
si aiuta in un ambiente protetto, scaldandosi alla luce del Sole e raccogliendo
i frutti che questo calore da'. Serenita', appartenenza, quello che vedi
e' e non ci sono secondi fini, altri scopi.
Carta numero 20: Il Giudizio Universale
Siamo quasi alla fine, si aprono le tombe, si scoprono i morti... siamo
alla resa dei conti. I nodi che arrivano al pettine. Il Giudizio universale
di solito e' un evento esterno che ti fa capire chi c'e' e chi non c'e'
nella tua vita, che ti fa scoprire chi veramente ti ama e chi no. E
chi c'e' ci sara' per sempre, chi non c'e' forse non c'era mai stato.
Carta 21: Il Mondo
L'apoteosi, nirvana, zen, satori, chiamalo come vuoi. Il mondo e' la completezza,
la fine del nostro viaggio e quindi la conoscenza. E' quando sei in pace
con te e con gli altri, quando senti di appartenere al mondo e che lui
ti appartiene, che ne fai parte e che lui fa parte di te...
Quella sensazione che si prova quando ci si innamora... quando pensi che
il sole brilli al solo scopo di far felice e di scaldare te, quando negli
occhi dell'altro vedi che hai tutto quello che ti serve.
E la nostra storia e' finita, non so se ti interessa come si leggono i
tarocchi, se vorrai te lo raccontero', ma la magia di queste carte non
sta nel leggerle ma nella loro straordinaria completezza, non manca niente,
ogni pezzo di vita e' raccontato e ognuno di questi pezzi puo' essere vissuto
bene o male... dipende dalle circostanze e da noi.
Leggenda racconta che siano stati inventati quando ci fu l'incendio della
biblioteca di Alessandria e che un gruppo di saggi disperati dalla distruzione
del sapere umano si siano messi insieme e abbiano disegnato queste 22 tavolette,
poi probabilmente fortemente rimaneggiate nel Medioevo.
Quello che mi ha sempre affascinato di piu' di queste carte e' lo straordinario
ingegno umano quando decide di fare qualcosa di grande. C'e' un'altra magia
al mondo?
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