BALDANDERS che si può tradurre con "presto diverso", si riferisce naturalmente a ciascuno dei protagonisti. Ma è lecito attribuire a loro, che in questo impegno tendono alla somiglianza e all'unità tra poesia e suono, il nome di un mostro ispirato al mito di Proteo che si trasforma via via in leone, serpente, pantera, cinghiale, albero, acqua?
Si, perché così è il jazz. È un'opera collettiva, in cui il clima tra Benni e il branco dei musicisti è alle stelle, e alle stelle, si sa, si fanno scintille.
Per citare Borges: "Baldanders prende la forma di un rovere, di una scrofa, di una salsiccia, d’un prato di trifoglio, di sterco, di un fiore, d’un ramo fiorito, di un gelso, di un tappeto di seta, di molte altre cose ed esseri" ... e poi di un uomo.
Nel booklet "lo sguardo" di Franco Fayenz.
Da Anima a Saltatempo, dal Tema d'amore alla Luisona, da Ce l'hai un'idea a Fratello Bancomat a Le piccole cose, e poi il Bonus da Elianto, Lombritticoetica, il Monologo di Lee, e Nursery crime, La sequenza di brani si sussegue, alterando la leggerezza, l'intensità profonda e la comicità più pura che caratterizzano l'opera di Stefano Benni.
Nel booklet lo sguardo di Franco Fayenz.