Sulla Valtravaglia una doccia altissima d’acqua precipita da più di trecento metri a picco. Sotto, a poca distanza, c’è una chiesa romanica del 1000, si chiama Santa Maria dell’Acqua Chiara e sul transetto c’è scritto in un latino dialettale: «Sacra è l’acqua di questa fonte. Rispettala, tienila da conto, offrila a chi ha sete e benedici pure i nemici tuoi ma non trarre mai vantaggio da essa: è sacrilegio, poiché se ne trai profitto Dio si sente offeso» (Tratto dalla prefazione di Dario Fo).
Testo e filmato completo dello spettacolo che Itineraria Teatro ha rappresentato in tutta Italia con oltre 300 repliche, suscitando spesso tra il pubblico animati dibattiti, contribuendo alla presa di coscienza dell’acqua come bene comune essenziale, stimolando l’interesse e l’assunzione di responsabilità rispetto alla sua gestione nei territori delle nostre province. Tutto questo è stato possibile perché in questi ultimi anni l’acqua è stata un tema centrale nell’agenda politica italiana e una questione dirompente in diverse realtà locali, in cui sono venuti al pettine i nodi connessi alla sua privatizzazione. Ma a dare dimensione nazionale alla questione è certamente stata l’approvazione della Legge Ronchi del 2009, che obbliga tutte le realtà locali alla privatizzazione del servizio idrico, tradizionalmente in mano a consorzi di Comuni.
Ai cittadini, rappresentati dal Forum dei Movimenti per l’acqua pubblica, non è quindi rimasta altra scelta che la raccolta delle firme per chiedere un referendum abrogativo. Un referendum che passerà alla storia per due primati: il numero delle firme raccolte (1.400.000) e il fatto di essere stato promosso non da partiti ma da associazioni.