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COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
Artigianato
e alimentari dal Sud del Mondo


UN CAPO SIMBOLO
PER CONSUMATORI
ORGANIZZATI
E SOLIDALI

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Il Centro Ghélawé è un progetto di cooperazione sociale con il Burkina Faso.
Il ricavo della vendita di questi prodotti andrà a finanziare il progetto.


Le Magliette di Stefano Benni
e Jacopo Fo
per il Centro Ghélawé

I batik e LE TOVAGLIE di Bissirì
(Burkina Faso)
(Nuovi modelli!!!)


altraQualità è prima di tutto un’idea che un gruppo di persone impegnate da anni nel commercio equo vuole sviluppare. Questa idea consiste nell’aprire nuove vie al commercio equo e solidale. Vogliamo creare nuove sinergie vitali e creative tra gli operatori tradizionali del commercio equo, organismi di produttori e soggetti provenienti da ambiti diversi.




Magliette in cotone dall'India

Commercio Alternativo è una cooperativa senza fini di lucro che dal 1992 lavora nell'ambito del commercio equo e solidale (ComES), importando e distribuendo prodotti alimentari e artigianali provenienti dai Paesi del Sud del Mondo.



Cooperativa Sociale neWhope di Caserta

Borse, zaini
e accessori per l'abbigliamento
neWhope


Alimentari


Cioccolato

(al latte, fondente, cacao in polvere)



Cos'è il Commercio equo e solidale

Il Commercio equo e solidale è una sintesi tra concretezza e idealismo. Lavorarci e sostenerlo come consumatori consapevoli significa credere che un mondo diverso è possibile.
E' un nuovo modo di fare commercio: è il tentativo concreto di andare oltre la semplice transazione di merce e denaro al fine di aumentare la ricchezza di alcuni a scapito degli altri. Il commercio equo vuole invece essere veicolo di sviluppo umano, sociale ed economico.
Il fine dei diversi attori che partecipano al commercio equo (siano essi produttori del Sud del Mondo, operatori italiani e consumatori finali) non è semplicemente quello di soddisfare i propri bisogni indipendentemente da quelli altri, ma quello di creare relazioni economiche e culturali attraverso le quali tutti possano migliorare la propria qualità della vita.

I criteri del commercio equo e solidale
Fonte: Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale


1. Garantire condizioni di lavoro che rispettino i diritti dei lavoratori sanciti dalle convenzioni OIL.

2. Non ricorrere al lavoro infantile e a non sfruttare il lavoro minorile, agendo nel rispetto della Convenzione Internazionale sui diritti dell'Infanzia.

3. Pagare un prezzo equo che garantisca a tutte le organizzazioni coinvolte nella catena di commercializzazione un giusto guadagno; il prezzo equo per il produttore è il prezzo concordato con il produttore stesso sulla base del costo delle materie prime, del costo del lavoro locale, della retribuzione dignitosa e regolare per ogni singolo produttore.

4. Garantire ai lavoratori una giusta retribuzione per il lavoro svolto assicurando pari opportunità lavorative e salariali senza distinzioni di sesso, età, condizione sociale, religione, convinzioni politiche.

5. Rispettare l’ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile in tutte le fasi di produzione e commercializzazione, privilegiando e promuovendo produzioni biologiche, l'uso di materiali riciclabili, e processi produttivi e distributivi a basso impatto ambientale.

6. Adottare strutture organizzative democratiche e trasparenti in tutti gli aspetti dell’attività ed in cui sia garantita una partecipazione collettiva al processo decisionale.

7. Coinvolgere produttori di base, volontari e lavoratori nelle decisioni che li riguardano.

8. Reinvestire gli utili nell’attività produttiva e/o a beneficio sociale dei lavoratori (p.e. fondi sociali).

9. Garantire un flusso di informazioni multidirezionale che consenta di conoscere le modalità di lavoro, le strategie politiche e commerciali ed il contesto socio-economico di ogni organizzazione.

10.Promuovere azioni informative, educative e politiche sul Commercio Equo e Solidale, sui rapporti fra i Paesi svantaggiati da un punto di vista economico e i Paesi economicamente sviluppati e sulle tematiche collegate.

11. Garantire rapporti commerciali diretti e continuativi, evitando forme di intermediazione speculativa, escludendo costrizioni e/o imposizioni reciproche e consentendo una migliore conoscenza reciproca.

12. Privilegiare progetti che promuovono il miglioramento della condizione delle categorie più deboli.

13. Valorizzare e privilegiare i prodotti artigianali espressioni delle basi culturali, sociali e religiose locali perché portatori di informazioni e base per uno scambio culturale.

14. Cooperare, riconoscendosi reciprocamente, ad azioni comuni e a favorire momenti di scambio e di condivisione, privilegiando le finalità comuni rispetto agli interessi particolari. Per evitare azioni che indeboliscano il Commercio Equo e Solidale si impegnano, inoltre, in caso di controversie, a fare un percorso di confronto e di dialogo, eventualmente con l'aiuto di un facilitatore.

15. Garantire relazioni commerciali libere e trasparenti, promuovendo processi di sviluppo e coordinandosi nello spirito dell’art. 3.14.

16. Garantire trasparenza nella gestione economica con particolare attenzione alle retribuzioni.

 

Fonte: Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

 

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