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Guida
al CONSUMO
CRITICO
Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Informazioni sul comportamento
delle imprese
per un consumo consapevole
Edizione 2009 totalmente
rivista e aggiornata.
Nuovi dati
sull’industria degli imballaggi: il loro impatto ecologico,
il consumo energetico, il grado di reciclabilità dei
loro prodotti!
C’è cosa
più semplice e addirittura banale che andare al mercato?
Lo si fa per necessità o addirittura per piacere quasi
ogni giorno, non solo per rifornirsi del necessario ma anche
per stare al passo con i tempi, per vedere le tendenze della
moda.
Dal 1985 il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, di Vecchiano/Pisa
lavora per mostrare che in realtà vendere e comprare non
sono atti banali e innoqui quanto può sembrare. Hanno
un fortissimo impatto, non solo economico. Dietro a questo banale
gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria
di natura sociale, politica ed ambientale.
Chi sono i gruppi italiani ed esteri che forniscono le nostre
botteghe? Cosa fanno? Chi rappresentano? Quali le loro priorità?
Hanno responsabilità nei confronti dell’ambiente?
Quale rapporto hanno con i paesi poveri? Con il mondo delle armi?
Con i paradisi fiscali? Quale il grado di trasparenza delle informazioni
che diffondono? Quale la confidabilità?
La Guida 2009 cataloga, incrocia informazioni e offre dati aggiornati
per conoscere i movimenti di centinaia di strutture produttive
con le quali abbiamo rapporti frequenti. Lo scopo non è la
denuncia ma dare al consumatore le informazioni necessarie perché possa
fare scelte coscienti e responsabili, evitando di essere ingannato
o di diventare un puro ingranaggio di un sistema senza scrupoli
che in nome del guadagno distrugge la vita, penalizza i poveri
e mette in rischio il pianeta.
Autore:
Centro Nuovo Modello Sviluppo
Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, coordinato da Francesco
Gesualdi, è sorto a Vecchiano (Pisa) nel 1985. Affronta
i temi del disagio economico, psichico e ambientale sia a livello
locale che internazionale, con particolare attenzione al Sud
del mondo. Oltre alla Guida al consumo critico ha pubblicato
con EMI: Lettera a un consumatore del Nord; Nord-Sud. Predatori,
predati e opportunisti; Sulla pelle dei bambini; Geografia
del supermercato mondiale; Sud-Nord. Nuove alleanze per la
dignità del lavoro; Ai figli del pianeta; Guida al risparmio
responsabile.
ESTRATTO
Consuma
sobrio
Viviamo in un sistema che osanna la ricchezza come scopo di vita.
A livello industriale le parole d’ordine sono carriera,
eleganza, lusso. A livello di sistema l’imperativo e' crescere,
cresce, crescere. Non importa se la nostra ricchezza annua procapite
supera i 24mila euro, se abbiamo un’automobile ogni due
persone, se perfino i bambini hanno un cellulare, se soffriamo
di tutti i mali tipici dell’eccesso di consumi.
Contro ogni logica continuiamo a voler produrre di piu' e consumare
di piu'. E’ la follia spacciata per virtu'.
…
La base biologica del pianeta, su cui poggia la nostra esistenza,
si sta assottigliando di giorno in giorno. Oltre che dell’acqua
potremmo parlare del pesce. Da una ricerca pubblicata su Nature
nel maggio 2003, risulta che negli oceani e' rimasto solo il
10% dei grandi pesci esistenti nel 1950. Sono stati decimati
perfino i merluzzi, un tempo cosi' numerosi da rallentare le
navi che transitavano nell’Atlantico del Nord.
…
Consuma libero da scorie
La chiamano societa' dei consumi, ma forse sarebbe piu' appropriato
chiamarla societa' dei rifiuti, destino inevitabile di tutto
cio' che consumiamo.
I rifiuti che conosciamo meglio sono quelli urbani, per intendersi
cio' che va a finire nella nostra pattumiera di casa. Ma si tratta
solo della punta dell’iceberg. Con troppa facilita' dimentichiamo
i rifiuti gassosi, anidride carbonica, anidride solforosa e quant’altro
fuoriesce dai tubi di scappamento delle nostre auto e dai camini
delle nostre caldaie. Cosi' come dimentichiamo i rifiuti solidi,
liquidi e gassosi emessi lungo la filiera produttiva di tutto
cio' che compriamo.
…
Consuma corto e naturale
Il Millennium Ecosystem Assessment – il rapporto di valutazione
dell’ecosistema voluto nel 2000 dal segretario dell’ONU
Kofi Annan e diffuso dopo quattro anni di lavoro di 1360 esperti
della FAO e del WWF nel marzo 2005 – dimostra che fra le
cause principali di inquinamento e distruzione di ecosistemi
e biodiversita' c’e' la produzione di cibo. Uno dei fattori
d’inquinamento e' il trasporto dei prodotti alimentari
da un capo all’altro del mondo e proprio per attirare l’attenzione
sull’inquinamento e lo spreco d’energia che si cela
dietro ai chilometri percorsi dal nostro cibo, nel 1992 il ricercatore
inglese Tim Lang ha coniato l’espressione “food miles”.
…
Consuma equo
Oltre agli aspetti ambientali e' bene prestare attenzione anche
a quelli sociali, specie se si tratta di prodotti che vengono
dal Sud del mondo. Questi, infatti, non di rado sono ottenuti
nella totale violazione dei diritti dei lavoratori, o in cambio
di salari che mantengono i contadini sotto la soglia della poverta'
assoluta.
…
Ugo Morales, dirigente sindacale del Guatemala, tira le conclusioni: “Per
voi consumatori del Nord, le banane sono tutte uguali. Ma per
noi lavoratori del Sud sono diverse a seconda delle condizioni
di lavoro. Dunque, ogni volta che mangiate una banana o che bevete
un caffe' chiedetevi in quali condizioni e' stato ottenuto in
modo da fare del vostro consumo un momento di liberazione sindacale
per noi.”
…
Partito in sordina, quasi come un gesto di buon cuore, ben presto
il commercio equo e solidale ha mostrato una grande carica rivoluzionaria
perché afferma principi diametralmente opposti a quelli
del sistema economico dominante.
…
Nel caso del caffe', l’impegno di Fairtrade, struttura
del commercio equo, e' di pagare ai produttori un prezzo che
non scende mai al di sotto di 1.01 dollari Usa/lb, ma che segue
le fluttuazioni del prezzo internazionale in caso di rialzo.
Apparentemente quando il prezzo internazionale e' sopra 1.01
dollari USA, la condizione dei produttori del commercio equo
sembra uguale a quella del circuito internazionale. In realta'
i primi percepiscono sempre piu' dei secondi perché intascano
tutto il prezzo che nell’altro caso e' corroso dalle intermediazioni
interne, a volte formate anche da due o tre passaggi.
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Consuma senza crudelta'
Ogni volta che compriamo carne o derivati animali, corriamo il
rischio di renderci complici di crudelta'. Il metodo piu'
sicuro per evitare di farlo e' di effettuare i nostri acquisti
presso un piccolo allevatore di fiducia e tramite un gruppo d’acquisto
solidale.
…
I prodotti provenienti da allevamenti biologici devono recare
in etichetta le stesse indicazioni dei prodotti da agricoltura
biologica.
Nel caso delle uova la provenienza e' riconoscibile da un codice
stampato su ognuna di esse. Se il numero iniziale e' lo 0 indica
che proviene da allevamento biologico. L’1 indica allevamento
all’aperto, il 2 allevamento a terra, il 3 l’allevamento
in gabbia (o batteria).
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Consuma democratico
Se e' fondamentale porre attenzione alla storia sociale ed ambientale
dei prodotti, e' altrettanto importane concentrarsi sul comportamento
di chi ce li offre. Talvolta, infatti, puo' esserci niente da
ridire sul prodotto come tale, ma molto da obiettare sull’impresa
produttrice.
Prendiamo per esempio, la passata di pomodoro a marchio Bertolli.
In origine era espressione di una piccola azienda toscana, ma
oggi questo marchio fa parte dell’impero Unilever ovvero
la seconda multinazionale piu' grande del mondo del settore alimentare.
Unilever possiede piantagioni di te' in Africa e India, e' uno
dei piu' grandi acquirenti di olio di palma e di cacao. Tutti
settori estremamente critici caratterizzati da salari al limite
della sopravvivenza, da problemi ambientali di ogni tipo e perfino
dalla presenza di lavoro minorile talvolta in schiavitu'. Unilever
e' anche un fornitore importante di prodotti alimentari all’esercito
statunitense mentre in vari paesi del mondo e' denunciata per
atteggiamento antisindacale. Le critiche alle multinazionali
potrebbero continuare e non si limitano solo a materie correlate
con la produzione, ma sfondano anche nel politico e nel sociale.
Ne citiamo tre: l’invasione della politica, l’elusione
fiscale e la segretezza, tre tendenze comuni a molte imprese.
…
Consuma sovrano
L’esperienza dimostra che dove i consumatori si fanno sentire,
le imprese disposte a cambiare, non perché si convertono
alla causa dell’ambiente o della giustizia, ma perché non
vogliono perdere quote di mercato. Dunque ogni vola che andiamo
a fare la spesa ricordiamoci che siamo potenti e che le imprese
sono in una posizione di profonda dipendenza dal nostro comportamento
di consumatori. Noi, infatti, con i nostri acquisti, abbiamo
la possibilita' di far salire o scendere i loro profitti.
Guida
al Consumo Critico ed. 2009 592 pagine |
16,00€ |
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Guida
al Vestire Critico - Guida
alla Finanza Etica
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