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FINANZA
ETICA
Guida 2006
Uno strumento imprescindibile
per avere uno sguardo completo sul settore e per conoscere i singoli prodotti
finanziari
€ 5,00 
Giunta
alla quinta edizione la Guida 2006 alla finanza etica
analizza ben 44 fondi etici (sette in più rispetto
allo scorso anno) oggi a disposizione dei risparmiatori.
La Guida li scheda ad uno ad uno, fornendo anche le
performance a uno e tre anni.
La
prima parte della guida ripercorre invece il 2005 dal
punto di vista eonomico, con il boom del microcredito
e l'outing sulla questione diritti dei lavoratori compiuto
da una grande multinazionale come Nike.
Estratto
dal libro
2005:
l'anno del Microcredito
Le
Nazioni Unite proclamano il 2005 anno internazionale
dell'accesso al credito. Una questione decisiva per
i Paesi in via di sviluppo. Ma anche per l'economia
dei cosiddetti Paesi ricchi. Come dimostra la diffusione
in Europa della microfinanza che all'erogazione di
piccoli prestiti abbina anche quella di tutta una serie
di servizi che agevolano l'autoimprenditorialita',
soprattutto di donne e giovani. La
Grameen Bank compira' 30 anni il prossimo anno. Quando
ho dato inizio a questa avventura non pensavo certo
di creare una banca. In realta' desideravo soltanto
tentare di risolvere un problema locale, determinato
dal fatto che, come avevo rilevato con profonda amarezza,
la povera gente che viveva nel villaggio accanto all'universita'
dove insegnavo era in grosse difficolta' anche perche'
non riusciva a trovare piccole somme di capitale da
investire. O meglio, riusciva a ottenere qualche prestito,,
spesso pari a meno di un dollaro, ma a condizioni estremamente
ingiuste, vale a dire che era poi costretta a vendere
i propri prodotti solo a chi forniva il denaro e al
prezzo arbitrariamente stabilito da lui.
Per questo, nel 1976, ho preso l'iniziativa di prestare
un totale di 27 dollari a 42 diverse persone al fine
di aiutarle a uscire da questa situazione quasi da usura.
In seguito, vedendo quanto fosse facile rendere felici
cosi' tante persone con un cosi' piccolo quantitativo
di denaro,, ho pensato di dover progettare un sistema
permanente che consentisse loro di poter trovare i pochi
soldi di cui avevano bisogno.
Cosi' andai in banca per organizzare una linea di prestiti
di tal fatta, ma ne ricevetti un secco rifiuto perche',
mi dissero, un istituto non puo' far credito alla povera
gente in quanto si tratta di soggetti "incompatibili
con il fido".
Ho pensato allora di impegnarmi in prima persona per
scoprire se la posizione di quei signori fosse corretta,
e questo ha dato l'avvio a un'intera serie di esperimenti:
da un villaggio a 5 villaggi, quindi a 20, 50, 100 villaggi.
Ogni volta funzionava, e le donne restituivano il prestito.
Ma le banche convenzionali non volevano cambiare la propria
mentalita', pertanto decidemmo di creare la nostra propria
banca per i poveri.
Da allora stiamo continuando a insistere sul tema che
e' assolutamente sbagliato da parte delle istituzioni
finanziarie rifiutare i poveri: lo abbiamo dimostrato
un'infinita' di volte che non solo sono degni di credito,
ma in molti paesi sono piu' degni di credito dei ricchi.
E abbiamo dimostrato che i poveri possono ricevere un
prestito, investire e migliorare le proprie entrate.
Possono risparmiare, e anche creare propri fondi pensionistici.
Possono costruire case con i finanziamenti bancari, e
mandare i propri figli a proseguire gli studi con i prestiti
per studenti.
La Grameen Bank non solo presta denaro ai poveri, ma
i poveri stessi ne sono i proprietari. Ad oggi sono piu'
di 5 milioni le persone che hanno ricevuto un prestito
dalla Grameen Bank, il 96% delle quali sono donne, per
un monte prestiti di oltre un miliardo e mezzo di dollari
americani all'anno, il cui tasso di rimborso e' di bel
il 99%. La banca e' finanziariamente autonoma, senza
alcun supporto ne' tantomeno donazioni da parte di qualsiasi
fonte esterna. L'intero capitale di cui dispone e' costituito
dai depositi che raccoglie, affidati sia da persone cui
e' stato concesso un prestito sia da altri, e la sua
gestione genera regolarmente profitto.
L'idea di concedere microcredito ai poveri e' attualmente
diffusa in piu' di 100 paesi. Nel 1997 il Summit del
Microcredito ha lanciato una campagna mondiale per raggiungere
entro il 2005 la soglia di 100 milioni di nuclei familiari
attraverso le donne di tali famiglie. L'ultimo report
su questa campagna del Summit, aggiornato alla fine del
2003, rivela che 80,9 milioni di famiglie povere nel
mondo hanno gia' beneficiato del microcredito. Di queste,
54,8 milioni sono tra le piu' misere in assoluto, cioe'
quelle che vivono con meno di un dollaro al giorno.
Credo proprio che entro la fine dell'anno avremo raggiunto
il nostro obiettivo dei 100 milioni di famiglie povere,
ma non mi meraviglierei se lo avessimo superato. Il che
dimostra al mondo intero che e' possibile porsi un traguardo
di tale importanza e raggiungerlo concretamente, e che
il problema e' soltanto volerlo.
Comunque, questa sara' solo una prima pietra miliare
superata. Nell'aprile 2005, il Summit del Microcredito,
dopo intense consultazioni tra i membri, ha annunciato
che la campagna sara' estesa fino al 2015, cosi' da coincidere
con l'anno fissato dalle Nazioni Unite per raggiungere
il Millenium Development Goals, cioe' i Traguardi di
Sviluppo del Millennio. Il nuovo obiettivo sara' pertanto
quelle che entro il 2015 siano 175 milioni le famiglie
molto povere che beneficiano del supporto del microcredito,
mentre ci si deve assicurare che per quella data 100
milioni di tali famiglie siano uscite dalla condizione
di poverta'. |
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