|
Dario Fo
L'APOCALISSE
RIMANDATA
ovvero Benvenuta catastrofe!
Con
65 disegni di Dario
A cura di Franca Rame e Gessica Di Giacomo
"Il dramma dell'inarrestabile
surriscaldamento terracqueo non sembra sollevare timori
e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione
del pianeta, ma esiste un certo numero di cittadini per
i quali al contrario il problema sta diventando una disperata
ossessione. Io personalmente, lo devo ammettere, faccio
parte da tempo di quest'ultima tormentata categoria."
Inizia
così questa accorata riflessione di Dario Fo
sulla catastrofe ecologica a cui andiamo incontro in
una quasi totale, e colpevole, mancanza di consapevolezza.
Ma
ecco il capovolgimento del comico... E se la catastrofe
si rivelasse in realtà una salvezza, addirittura
una rinascita per il pianeta?
Un bel mattino, a Milano,
a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le
lampadine non si accendono, il frigorifero è spento,
niente caffè al bar, niente benzina alle pompe.
In un batter d'occhio crollano banche e assicurazioni,
il denaro non vale più. Il panettiere con forno
a legna è preso d'assalto, tornano in auge le biciclette
e l'energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili
vegetali finalmente si afferma.
Libro,
201 pagine |
15,00 € |
 |
Le guerre del petrolio non hanno più ragione
di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati
nelle loro ville superprotette e superaccessoriate, mentre
i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere
inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si
svuotano e si riempiono di nuovo le campagne.
E ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere...
Fantasie?
La nuova, geniale 'opera buffa' di un grande e imprevedibile
Premio Nobel? "Mi rendo conto solo ora che, trascinato
da una specie di catarsi immaginifica, mi sono lasciato
trasportare dentro una simulazione di follia" dice
Fo. Ma - ed è questa la vera conclusione - l'apocalisse
verrà, per quanto ci rifiutiamo di vederla.
Se l'umanità non rinsavisce, nella sua corsa cieca
va dritta verso la fine.
ESTRATTO
"La Terra possiede risorse sufficienti
per provvedere ai bisogni di tutti, ma non all’avidita’ di
alcuni.”
GANDHI
Ogni tanto, su quotidiani e riviste scientifiche,
si legge di convegni che si svolgono in centri diversi
dell’Asia e dell’Europa ai quali, oltre a rappresentanti
dei massimi Stati e governi, partecipano geologi, astrofisici
e ricercatori tra cui diversi premi Nobel.
Si propongono regole e programmi per migliorare la condizione
del pianeta ma, immancabilmente, puntuali gli Stati Uniti,
l’Australia, Cina, Giappone e altri importanti paesi
dell’Onu non offrono la propria adesione; per di
piu’ ci sembra che il dramma dell’inarrestabile
surriscaldamento terracqueo non sollevi timori e preoccupazioni
eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta,
ma esiste un certo numero di cittadini per i quali al contrario
il problema sta diventando una disperata ossessione.
Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo
di quest’ultima tormentata categoria.
Non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio
che femmina, sia giovane che anziano, di sollevare il problema
e di tentare il loro coinvolgimento col classico approccio: “Ha
notato? Non c’e’ proprio piu’ stagione… un
momento si scoppia dal caldo… all’istante
c’e’ tempesta, grandine e perfino neve nella
quale affondano immense regioni dallo Stato di New York
fino al Canada, e l’intera Cina.”
I piu’ scantonano, ma se l’interlocutore abbocca
e’ spacciato! Gli tengo una concione sugli effetti
dell’inquinamento da stordirlo…
Ci provo anche in taxi col conducente e perfino in autobus
sia con i passeggeri sia con il responsabile che controlla
i biglietti! Non parliamo poi di quando mi ritrovo a viaggiare
in treno… guai se qualcuno mi chiede di essere fotografato
con me mostrando il cellulare! Lo faccio subito accomodare
nella poltrona vicino, se non c’e’ posto lo
prendo addirittura sulle ginocchia, e qui al par d’un
ragno, inizio a tesser la tela. Qualcuno, pur di salvarsi
dall’aggancio, scende qualche fermata prima!
Un giorno sull’aereo Palermo-Milano, ho agganciato
una bellissima signora, anziana ma di un’eleganza
raffinata… sembrava uscita da una sequenza del Gattopardo
di Visconti. Appena ho accennato al disastro atmosferico,
mi ha afferrato una mano e accarezzandola mi ha supplicato: “Oh
si’, me ne parli…! Mi interessa moltissimo.”
Ho iniziato la mia lezione con entusiasmo: “Vede,
il problema e’ complesso e articolato. Ormai non
c’e’ quasi piu’ nessuno che non ammetta
la responsabilita’ dell’uomo riguardo alla
condizione del pianeta e al suo surriscaldamento. Ma esplode
una feroce diatriba appena si comincia a discutere del
come salvare la Terra e ridurre drasticamente le emissioni
di anidride carbonica… tonnellate di gas tossico
che letteralmente intasano l’atmosfera.”
La signora mi seguiva come incantata, io incalzavo: “Sorgono
tre categorie di pensiero. C’e’ chi dice ‘Basta
diminuire per gradi ma drasticamente l’uso dei motori
a scoppio con propellente fossile… Eliminare le
vecchie caldaie per il riscaldamento delle case e degli
uffici e installare nuovi impianti di eolico, solare… E
perche’ no?, anche nucleare.”
La signora ha un sussulto. “Certo - la tranquillizzo
schioccandole un piccolo bacio sulla fronte - non si preoccupi… Oggi
come oggi, riprendere col nucleare e’ una soluzione
improponibile! A parte la produzione di scorie radioattive
che tuttora non sappiamo dove e come sistemare… sto
parlando delle centinaia di migliaia di tonnellate che
l’America e l’Europa, Russia compresa, hanno
prodotto dall’inizio del nucleare e che non siamo
ancora riusciti a smaltire, se non collocandole in luoghi
e spazi provvisori come lo Stato dello Utah, che e’ diventata
un’orrenda discarica di morte, operazione con un
costo all’infinito di miliardi di dollari. Ma lo
sa che per riuscire a produrre energia pulita sufficiente
per il 50 per cento del fabbisogno globale dovremmo costruire
una centrale nucleare alla settimana per i prossimi 63
anni?” (*Jeremy Rifkin, Repubblica 22 settembre 2007).
La signora, con un sorriso dolcissimo stampato in viso,
accenna a un abbraccio poi si ricompone imbarazzata.
“Quindi non ci resta - incalzo io - che scegliere le cosiddette energie
eco-compatibili che produrrebbero elettricita’, e altre energie accettabili
ma in grado purtroppo di soddisfare solo una percentuale minima del nostro
fabbisogno.”
“E quindi? - mi chiede la deliziosa creatura che ormai pende letteralmente
dalle mie labbra - E allora?”
“Se l’intiera umanita’, i governi, i produttori, gli Stati,
non s’impegnano in un’azione stravolgente, creando nuovi sistemi
produttivi potenti e non inquinanti, siamo alla fine.”
La signora, con un’espressione addolorata implora: “Oh… salvaci!” E
si butta fra le mie braccia.
“Faremo l’impossibile… - balbetto, leggermente imbarazzato
per quell’approccio appassionato, ma poi mi riprendo - vede signora,
dando per certo il cambio di rotta definitivo dei Paesi occidentali altamente
industrializzati e all’avanguardia, il problema saranno poi i Paesi orientali
emergenti, che vogliono assolutamente raggiungere il nostro livello di vita
e di ammodernamento tecnologico, quindi si rifiutano di aborrire i propellenti
fossili.”
“Oh, che ambiziosi!” esclama la dama.
“Non dimentichiamo che la Cina sta superando ormai i due miliardi di
abitanti e che l’India sta raggiungendo a sua volta il miliardo… forse
l’ha superato, e poi c’e’ l’Indonesia… e via
dicendo…”
La signora, sconvolta, si stringe sempre piu’ a me
tremante, e mi inonda di lacrime.
Non posso fare a meno di tranquillizzarla “Ma vedra’ che
si trovera’ il modo di uscire indenni da questa tragedia.”
Giungiamo a Milano.
“La prego, parli con i miei figli. Sarei felicissima di poter vivere
con lei.”
Dal fondo del corridoio appaiono un medico e un infermiere;
caricano su una sedia a rotelle la signora che non abbandona
mai la mia mano.
“Grazie di avermi regalato questo stupendo viaggio - dice mentre la legano
alla poltrona mobile, poi aggiunge - lei dovrebbe fare l’attore.”
Il medico si rivolge a me e chiede: “Non l’ha
importunata, spero? Purtroppo, ogni tanto, esce letteralmente
di senno.”
La signora e’ gia’ in fondo al corridoio e,
rivolgendosi al suo accompagnatore, esclama: “Che
bella storia mi ha raccontato quel signore. Era cosi’ romantica!
Mi ha fatto piangere… Peccato non sapere come finisce.”
E’ proprio vero: il mestiere del divulgatore scientifico
e’ carico di insidie e delusioni!
Un uomo preistorico camminava spedito
nella tundra.
Incappo’ in un mammut e gli ando’ a sbatter
contro.
Indispettito grido’: “Ma con tutta la piana
che hai a disposizione, proprio di qui dovevi passare?”
E se ne ando’ imprecando.
Quel primitivo non era un temerario, era soltanto cieco
Libro,
201 pagine |
15,00 € |
 |
|
|
Commercioetico.it è gestito da Merci
Dolci S.r.l.
Senza minimo d'ordine e se paghi con carta di credito o bonifico risparmi sulle
spese di spedizione!
SODDISFATTI O RIMBORSATI!
Spese di spedizione
7,80 € per chi paga con carta di credito o bonifico o bollettino postale;
12,00 € per chi paga in contrassegno al ricevimento dei prodotti
Spese di spedizione di soli LIBRI CD DVD
La spedizione avviene via posta, 1,93 € per chi paga con carta di credito
o bonifico o bollettino postale; 6,63 € per chi paga in contrassegno.
Per chi acquista dall'estero: clicca
qui
Gli ordini si possono effettuare anche via e-mail: info@commercioetico.it o
via telefono/fax
075 9229776 compilando la scheda
d'ordine
Per qualsiasi informazione potete chiamarci allo 0759229776 dal lun. al ven.
dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 |