Estratto dal libro
Per offrire un'idea reale dell'ambiente in cui predicava Gesu', dobbiamo
chiarire meglio l'importanza che nel coro dei seguaci avevano le femmine.
Le donne, insieme ai diseredati, soffrivano,in quel tempo di profonda
decadenza, si una mortificante emarginazione.
Peraltro, dall'invenzione della proprieta' in poi, la societa' vincente
dei maschi ha fatto l'impossibile per segregare il mondo femminile ai
gradini piu' bassi, in soggezione, cancellando quella forma di convivenza
originaria che poneva entrambi dentro l'ellisse cosmico di cui la donna
era il nucleo vitale. Originariamente non era cosi': infatti, in ebraico
e in arabo, la parola misericordia ha la stessa radice di utero, cioe'
la fonte della vita nuova. Per cui la donna e' la fattrice, e nelle scritture
primordiali e' il primo essere a venire al mondo. E anzi, nelle religioni
matriarcali addirittura Dio e' femmina. Ne troviamo tracce evidenti nella
figura della dea greca Gea o nella Kali' indiana, creatrici successivamente
spodestate da divinita' maschili e rissose. Ugualmente nella tradizione
mediorientale piu' antica, quella dei sumeri (l'epopea di Gilgames),
troviamo gia' i miti fondamentali che poi confluiranno nella Genesi biblica,
e troviamo la dea madre Mah, colei che stabilisce i destini.
Traccia di questo perduto rispetto per la donna la troviamo anche nella
consuetudine di considerare ebreo chi ha madre ebrea, a prescindere dall'origine
etnica del padre. E questo principio veniva seguito anche nel caso in
cui la madre avesse subito violenza sessuale. Gli ebrei, popolo avvezzo
a essere dominato e vessato, riconoscono che se una femmina ebrea subisce
stupro da uomini di razza ostile, il figlio che la donna genera e' sempre
ebreo, poiche' nato da utero di madre ebrea.
Rispetto ai vari movimenti che nascevano e si esaurivano in quel tempo
nei domini romani, la novita' era costituita dalla presenza, tra i discepoli
di Gesu', di uno straordinario numero di donne a lui devote.
Ma come vivevano, che collocazione sociale avevano le femmine all'epoca?
Cominciamo con il ricordare che l'obbligo del velo per le donne cristiane
in tutto il Medioevo e ancora fino a qualche tempo fa nelle societa'
rurali proviene direttamente dalla cultura ebraica, che ritiene indegna
una femmina che si presenti in pubblico a capo scoperto, "poiche'
i capelli al vento sono veicolo di provocazione sessuale" (destavano
desiderio negli uomini).
la classica lascivia del capello sciolto!
Le donne ebree dovevano evitare rapporti sessuali dopo il parto per quaranta
giorni se il neonato era maschio, il doppio se era femmina (maggiormente
impura).
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