Yoga Demenziale Il manuale della Rivoluzione Pigra
Ti sei fatto venire i crampi
al sedere a furia di stare nella posizione del loto?
Hai scoperto che il tuo guru perfettissimo ha l'alitosi?
Il tuo psicanalista si è suicidato?
Il tuo linguaggio corporeo ti ha detto che sei deficiente?
Forse ti serve un punto di vista comico e rilassante sull'esperienza
di vivere. Lo yoga demenziale ti offre una visione immorale,
laica e divertente del senso della vita e del potere della pigrizia.
Non ti propone meditazioni noiose e sacrifici alimentari, ma
solo il modo per smettere di procurarti danni spaventosi e inutili.
E ti insegna che, quando sei in pericolo, puoi liberare la bestia
che è dentro di te.
Basato sulle più recenti ricerche scientifiche, questo
libro dimostra che fare un regalo o baciare la persona che ami
sono medicine più efficaci contro l'influenza dell'aspirina
(e anche più piacevoli). E che non è vero che
i ricchi vivono più a lungo, ma di sicuro le persone permalose
e poco socievoli muoiono come mosche.
Una volta apprese le conoscenze strabilianti dello yoga demenziale,
il tuo sguardo diventerà luminoso come un'esplosione atomica.
Perché ridere è l'unica speranza, la grande magia,
la medicina che rende il tuo sistema immunitario tanto brutto,
sporco e cattivo che i virus preferiscono andare in vacanza in
fonderia piuttosto che incontrarti.
Libro
15,50 €
SCHEDA TECNICA
Formato: Brossura Pagine: 181 Lingua: Italiano Editore: Fazi Anno di pubblicazione 2009 Codice EAN: 9788864110554
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con straordinari poteri magici!!! Colora il disegno e spediscici via mail la scansione,
la pubblicheremo sul sito.
ESTRATTO
Capitolo 5
Suggestionami con un sorriso: esperimenti sconcertanti sul rapporto tra mente,
corpo, emozioni, godimento sessuale e successo professionale.
Alcuni comportamenti apparentemente privi di importanza sono in realta' essenziali.
Provare a cambiare
subito un piccolo aspetto della nostra vita (tipo come mi sveglio la mattina)
puo' introdurci in un particolare sistema di pensiero. Un punto di vista nuovo
che possiamo identificare chiaramente a partire da una domanda: il destino di
una persona dipende dalle sue azioni? Parrebbe ovvio rispondere in modo affermativo.
Ma riflettendoci bene, possiamo affermare che la gran parte di quel che accade
e' fuori dal nostro controllo e quindi dipende piu' che altro dal fato. Innanzitutto,
e' il destino che mi ha permesso di mangiare tutti i giorni fino a oggi.
Un miliardo di persone non ci riesce per la sola sfortuna di essere nato povero
in paesi miserabili.
Ed e' proprio perche' di fronte al destino si puo' fare molto poco che diventano
importanti i particolari.
La storia di Caino e Abele e' una grande parabola in grado di spiegare esattamente
come vanno le cose.
Abele pregava, anche Caino pregava, ma Dio preferiva le preghiere
del primo. Abele parlava agli uccelli che lo ascoltavano felici.
Anche Caino parlava agli uccelli ma questi fuggivano spaventati.
I due fratelli si dedicavano alle stesse azioni ma ottenevano risultati
opposti. “Non importa cosa fai ma come lo fai”, diceva
il saggio.
Le azioni sono solo una parte del modo nel quale cerchiamo di influenzare la
realta'. Le intenzioni sono,
in alcuni casi, piu' importanti. Certamente se una persona sta annegando e' essenziale
portarla fuori dall’acqua e farla respirare. In questo frangente l’intenzione
che spinge ad agire e' irrilevante nel semplice calcolo di vita o morte. Ma se
il proprio matrimonio e' in crisi, non ci sono molte azioni da compiere: e' necessario
uno scatto mentale che permetta di ritrovare lo spirito giusto per parlare con
il proprio partner, tornare a giocare insieme, a sedursi reciprocamente. In questo
caso sono importanti i toni della voce quanto le parole e l’olfatto conta
piu' di quello che dici.
Per un attore tali elementi sono scontati: basta un movimento impercettibile
dell’anca, uno spostamento
privo di significato dal punto di vista razionale, per raddoppiare o dimezzare
una risata. Ma per persone che praticano altre professioni puo' essere piu' complesso
notare la connessione di causa-effetto che c’e' tra uno spostamento di
peso da un piede all’altro e le conseguenze su un discorso importante.
Percio' sono stati realizzati alcuni test curiosi, ad esempio, nel libro In un
battito di ciglia di Malcolm Gladwel e' raccontato questo esperimento: a un gruppo
di intervistatori veniva dato un foglio da leggere alle persone che andavano
a intervistare per non influenzare le loro risposte con la scelta di particolari
parole e forme verbali: “Buongiorno, sono qui per farle un’intervista,
sto leggendo questo foglio per non influenzarla inavvertitamente sulle risposte
alle domande che sto per porle…”. A meta' degli intervistatori era
stato preannunciato che avrebbero ottenuto un 70 per cento di risposte positive
di tipo A e un 30 per cento di risposte di tipo B. All’altra meta' era
stato detto il contrario. Il risultato fu esattamente quello profetizzato. Gli
intervistatori erano riusciti quindi a trasmettere un messaggio in grado di influenzare
gli intervistati solo con il tono, il ritmo delle parole e con il linguaggio
corporeo.
Altrettanto interessante e' un altro esperimento ideato da John Bargh: un gruppo
di studenti fu convocato in un’aula per raggiungere la quale era necessario
percorrere un lungo corridoio. Il test consisteva nel mettere in ordine logico
una serie di parole: ad esempio, la sequenza “tavolo”, “rosso”, “il”, “dorme”, “sul”, “gatto” doveva
diventare “il gatto rosso dorme sul tavolo”. Ma nel testo sottoposto
alla meta' degli studenti furono inserite parole che contenevano un’idea
di stanchezza come “vecchio”, “malato”, “debole”.
Questi giovani, una volta usciti dall’aula, hanno ripercorso il lungo corridoio
molto piu' lentamente che all’andata. Coloro che avevano affrontato i test
che non contenevano parole che richiamassero l’idea di stanchezza, invece,
avevano rifatto il corridoio alla stessa velocita' dell’andata. La semplice
evocazione di un concetto e' quindi capace di influenzare la velocita' del passo.
Per chiarire questi meccanismi, abbiamo realizzato alcuni esperimenti anche alla
Libera Universita' di Alcatraz. Esiste un test impiegato in alcune terapie new
age che consiste nel valutare i cibi nocivi per un individuo mettendogli in una
mano una boccetta contenente un alimento e, contemporaneamente, chiedendogli
di stringere tra pollice e indice un sensore in grado di misurare la forza della
pressione. Avevo sempre trovato curioso che il semplice contatto con una boccettina
contenente una sostanza fosse sufficiente all’organismo per riconoscerne
le caratteristiche chimiche e valutarne la bonta'. E ancora curioso che questa
analisi “vibrazionale” inducesse il corpo a reagire con una forza
maggiore nella stretta del sensore nel caso di contatto con un cibo buono. Ma,
ripetendo l’esperimento centinaia di volte, abbiamo effettivamente verificato
che le persone diventano piu' forti quando hanno in mano del riso integrale biologico
rispetto a quando hanno del tabacco. Ma c’era qualche cosa che non ci convinceva.
Abbiamo allora provato a ripetere l’esperimento in una situazione nella
quale il paziente non potesse riconoscere il contenuto delle boccette che gli
venivano presentate: le avevamo avvolte con carta bianca e contrassegnate solo
con un numero. Anche in questo caso il test funzionava perfettamente. La boccetta che conteneva il tabacco provocava una notevole diminuzione della
forza muscolare in quasi tutti i soggetti. Ma perche' non succedeva proprio a
tutti? Alcuni avevano un misterioso organo in grado di captare la sensibilita'
chimica? La terza variante dell’esperimento ci lascio' senza parole. Provammo
a realizzare il test in modo che ne' lo sperimentatore ne' il paziente conoscessero
il contenuto delle boccette. Improvvisamente non si registravano piu' variazioni
nella forza muscolare. Cioe', in qualche modo lo sperimentatore riusciva a comunicare
al paziente il contenuto delle boccette. Ma se lo sperimentatore non sapeva di
che sostanza si trattava, non poteva influenzare il paziente in alcun modo e
non si verificava alcuna variazione della forza muscolare. Altri esperimenti
del genere hanno dimostrato che una persona e' piu' forte quando sorride. Ed
e' sufficiente stare di fronte a chi ha un’aria triste per registrare una
diminuzione della forza muscolare. Verificarlo e' molto semplice: stendi il braccio
e chiedi a un amico di spingerlo verso il basso mentre entrambi fate una faccia
triste. Poi ripeti la prova sorridendo. Nel secondo caso la resistenza alla spinta
e' molto piu' forte. Ma anche la semplice attenzione a una fascia muscolare piuttosto
che a un’altra modifica radicalmente la tua forza. Prova a resistere a
una persona che cerca di stendere il tuo braccio, piegato, in modo che la mano
sia vicina alla
spalla. Senti quanta forza riesci a esprimere pensando alla parte del braccio
che guarda verso l’alto (quella che comprende l’interno della piega
del gomito). E ora prova a resistere alla trazione, ascoltando la parte rivolta
verso il basso. Nel primo caso sei molto piu' forte. Ulteriori studi hanno dimostrato
che non solo un’emozione forte come quella di un bacio puo' far bene alla
salute. Il semplice sorriso meccanico, realizzato volontariamente e senza un
motivo esterno, e' capace di migliorare l’efficienza del sistema immunitario.
Non devi far altro che startene li' col sorriso piu' ebete che hai per alcuni
minuti, tipo statua di cera, e - zac! - il tuo sistema immunitario si riattiva
e il tuo cervello (che non aspetta altro) manda in giro le sostanze chimiche
collegate al senso di felicita': le nostre droghe naturali. E' come
schiacciare il pulsante dei distributori automatici di merendine: pensi che vuoi
stare meglio, sorridi (che
equivale a inserire la monetina) e - clack! - viene fuori il dolcetto. E stai
veramente meglio. Perche' quel dolcetto e' drogato. Cio' che succede nel tuo
cervello ha a che fare con la chimica, non con il ragionamento. Il sorriso provoca
un’impennata nella produzione di dopamina, che e' un ormone che produciamo
per darci piacere. Ma questo e' legale, Dio ha voluto che bastasse un sorriso
per “farsi” come bestie e vedere tutto il mondo rosa. E fa pure stramaledettamente
bene alla salute. Quindi non rompere e sorridi. Dio lo vuole ed e' bellissimo.
Tutto puo' diventare una sostanza stupefacente, specie passeggiare nei boschi,
ballare il fox-trot, buttarsi dai ponti legati con gli elastici ai piedi, mangiare
cornetti di notte davanti alle panetterie, vincere le elezioni e costruire un
socialismo dal volto umano che sappia raccontare barzellette decenti. Ovviamente,
se sorridi facendo l’amore, tutto e' ancora piu' amplificato.
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