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Fa
più rumore un albero che cade...
ma noi abbiamo scelto di raccontarvi la foresta che cresce!
Non è vero
che tutto va peggio
Se
ancora pensate che andremo di male in peggio fermatevi
un attimo a vedere se si possono guardare i fatti da
un altro punto di vista. Il bicchiere non e' ne' mezzo
vuoto ne' mezzo pieno. E' capiente il doppio del necessario.
Possiamo versarci ancora molta acqua. Una goccia tu,
una goccia io, una goccia un altro miliardo di persone
che in questo momento stanno pensando: "Se po' fa'!" E
rimandano di piangersi addosso, si alzano e ricominciano
a lottare per regalare un mondo migliore ai loro bambini.
Cazzo, gente! Siamo una grande specie animale. Non c'avevamo unghie, corna, scatto felino, denti a sciabola e zoccoli mortali. Non c'avevamo neanche la pelliccia, le spine ci scorticavano e il sole ci friggeva. E quando se ne andava morivamo di freddo a migliaia. E guardate adesso. Non e' un po' meglio?
Ok, ci sono un mare di orrori e brutture. Ma una volta era peggio.
Tocca avere fiducia negli esseri umani. E' il meglio che avanza. (...) Ci serve gioia, ci serve coraggio, fantasia, amore, il gusto di stupire chi ancora non capisce. Costruire il mondo migliore del futuro e' un gioco meraviglioso. Appena si sparge la voce, diventera' piu' popolare del Grande Fratello.
12,00
€
Video presentazione di Jacopo Fo
Prefazione
Quante volte hai sentito dire, con aria grave: “Non se ne può più!
Le cose vanno sempre peggio! Abbiamo passato ogni limite!”
Lo dice il vecchio reazionario, lo dice il moralista. Ma
lo dice spesso anche l’oratore di sinistra che vuol
sollevare le folle e il giovane attivista.
Per una persona che desidera un mondo migliore dire tutto
va peggio vuol dire utilizzare una figura retorica efficace
per strappare un moto di sdegno nell’immediato, ma a lungo termine non è una
mossa intelligente.
Infatti, l’idea che in 2000 anni non si sia riusciti a migliorare
la situazione ha un grande potere demotivante. Porta a pensare: “Tanto è tutto
inutile, perché mi dovrei impegnare?”
Molto più motivante sarebbe dire: “Da duemila anni stiamo
migliorando il mondo, dacci una mano a migliorarlo ancor di più!”.
Ma affermare che il mondo peggiora non è solo disfattista, è anche
falso.
La verità infatti è che il mondo sta migliorando
irrefrenabilmente da secoli.
Non ci siamo bevuti il cervello, non stiamo sostenendo che
questo mondo è il
migliore possibile e tutto va bene.
La situazione è intollerabile.
Le guerre e la fame uccidono ogni anno milioni di persone,
la violenza e l’ingiustizia distruggono ogni possibilità di
una vita degna per milioni di individui. Si tratta di una
situazione insopportabile, vergognosa. Ma una volta era peggio.
Era peggio 20 anni fa, 50 anni fa. Per non parlare di mille
anni fa!
Questo libro ha lo scopo di mostrare proprio questo: la situazione è migliorata,
sta migliorando e abbiamo molti buoni motivi per sperare che continuerà a
migliorare anche in futuro.
E cercheremo di mostrarlo senza ricorrere a complicate argomentazioni filosofiche
ma semplicemente portando dati statistici provenienti da centinaia di studi.
E, a proposito dei dati che citeremo è da notare che
per la maggior parte sono numeri sui quali tutti gli studiosi
concordano Semplicemente si tratta di numeri poco conosciuti.
L’idea che il mondo vada a rotoli, insomma, non ha nessuna prova
d’appoggio. E’ una convinzione basata esclusivamente
su preconcetti e sulla totale mancanza di informazione.
Complici i media, che hanno scoperto che le cattive notizie
fanno vendere più delle buone nuove e che quindi ci bombardano con bordate di
angoscia allo stato puro, fobie e una scelta abile e spietata degli eventi
più truculenti.
Sottoposti a un simile bombardamento negativo molti si convincono
che stiamo precipitando, affondando, deragliando e che non
ci sono più speranze.
E questa leggenda metropolitana si salda con una molto umana
illusione percettiva: per una persona che non è più giovane è facile
pensare che le cose fossero migliori quando aveva tutta la vita davanti,
meno chili sui fianchi o più capelli in testa.
Quando eri giovane tutto andava meglio perché non
eri vecchio.
E’ facile dimenticare com’era realmente la situazione una volta.
Abbiamo generalmente un ricordo gradevole dell’infanzia e della gioventù e
tendiamo a dipingere quegli anni con il rosa della nostalgia.
Ma le cose stanno decisamente in un altro modo.
Il mondo è migliorato nei secoli in modo consistente
e questo miglioramento ha conosciuto una stupefacente accelerazione
negli ultimi 40 anni.
In alcuni casi sembra impossibile.
Quando capita, ad esempio, di discutere dell’orrore della pedofilia
molti sono disposti a giurare che il fenomeno si stia espandendo in modo
notevole. Come vedremo si tratta anche in questo caso di un’illusione
ottica.
Molte persone sono giustamente impressionate e disgustate
dall’aumento
esponenziale dei casi di pedofilia riportati dai giornali. Sicuramente
oggi i giornali pubblicano notizie di crimini sessuali sui bambini 100
volte di più di 50 anni fa. E sui giornali di 70 anni
fa non troviamo nessuna segnalazione di tali aberrazioni.
Ma questo non vuol dire che una volta non ci fossero crimini pedofili.
Semplicemente i giornali non ne parlavano: erano un argomento sconveniente
e di scarso interesse.
Ma il quadro si fa ancora più chiaro se compiamo una rapida osservazione
degli aspetti più negativi e vergognosi della società umana
e andiamo a vedere da quanto tempo sono diventati obsoleti.
Ancora tre secoli fa eravamo dominati da una casta che gestiva il potere
per diritto di nascita. Due secoli fa lo schiavismo era legale nella maggior
parte del mondo. 65 anni fa le donne non avevano il diritto di voto in
nessuna nazione. 50 anni fa i mariti avevano in tutto il mondo il diritto
legale di picchiare la moglie e di prenderla con la forza.50 anni fa la
segregazione razziale era legale negli Usa. 30 anni fa la maggioranza degli
esseri umani era convinta che masturbarsi portasse alla cecita'.25 anni
fa in Italia potevi uccidere tua moglie se la scoprivi a letto con un altro
senza rischiare la galera.11 anni fa lo stupro in Italia era un reato contro
la morale e non contro la persona nonostante sia difficile stuprare una
donna senza sequestrarla e senza farle violenza.
Ma non solo alcuni degli aspetti peggiori della società sono
spariti.
4000 anni fa la vita media sul pianeta era al di sotto dei
30 anni. La durata dell’esistenza umana ha continuato ad allungarsi e negli ultimi
100 anni questo aumento è stato enorme.
Ed è aumentata notevolmente anche l'aspettativa di
vita nel Terzo Mondo, nonostante le guerre, le carestie,
le epidemie, le rapine delle Multinazionali e la spietata
corruzione dei governi.
Negli ultimi 40 anni ha continuato a diminuire perfino il numero dei morti
in guerra.
Tutti gli indicatori di benessere sono migliorati in modo
notevole: istruzione, disponibilità di acqua corrente ed elettricità,
salari, abbandoni scolastici, numero di poveri, assistenza
medica, pensioni, protezione degli orfani, dei disabili,
dei malati di mente, delle minoranze.
E se guardiamo all’Italia scopriamo che da noi c’è stato
un miglioramento addirittura più rapido che altrove.
In realtà la situazione in Italia 50 anni fa era pazzesca. Se realmente
confrontiamo i dati quasi non riusciamo a crederci. L’Italia degli
anni ’50 era in condizioni simili, per molti versi, a quelle dell’Albania
o del Marocco di oggi.
A partire dal 1800 milioni di italiani sono stati costretti a emigrare.
In Italia si soffriva la fame e a centinaia di migliaia morivano di denutrizione
e pellagra e per la mancanza di cure e igiene.
Oggi è raro trovare un immigrato proveniente dal Terzo Mondo che
non sappia leggere e scrivere. Anzi spesso ci accorgiamo che gli extracomunitari
che arrivano da noi sono diplomati o laureati. I nostri immigrati erano
invece in maggioranza analfabeti . E ancora negli anni ‘50 più del
10% della popolazione era analfabeta e più del 20%
non aveva finito le elementari.
Se poi prendiamo in considerazione la situazione dei poveri scopriamo che
a quei tempi anche da noi esistevano vere e proprie favelas con migliaia
di baracche di lamiere e cartoni, niente fogne e servizi igienici. Nessuna
scuola, nessun asilo, nessun poliziotto che facesse rispettare la legge.
Analizzando il livello di benessere medio scopriamo che anche
qui ci sono stati cambiamenti positivi. Certo, poi siamo
caduti nel consumismo ma è indiscutibile
che oggi la maggioranza delle donne non siano più costrette a passare
ore e ore a lavare i panni perché la lavatrice è entrata
nell’uso comune. Sono decine i beni che semplificano la vita di tutti
i giorni dando più tempo alle persone per occuparsi d’altro.
Cinquant’anni fa, le otto ore lavorative erano per
la maggioranza dei lavoratori un obiettivo ancora da conquistare.
Il sabato di riposo era un miraggio. Idem il pulmino che
ti viene a prendere i bambini a casa. Nelle campagne i ragazzini
andavano a scuola a piedi, a volte camminando per chilometri
a piedi nudi, per non consumare le scarpe.
La percezione del livello di povertà oggi è completamente
cambiata, e questo è un bene, ma se vogliamo giudicare il percorso
della storia dobbiamo accorgerci che il tenore di vita di un operaio è enormemente
migliore anche perché le moderne tecnologie hanno fatto crollare
il prezzo di molti beni di consumo essenziali. Nel 1950 un paio di scarpe
costava parecchio e il cappotto era uno status symbol. Dalle biro, agli
accendini, dalle lamette da barba ai libri, alle radio, alle automobili
tutto costa in proporzione molto meno e spesso la qualità è superiore.
A quei tempi, in tutto il mondo, nel suo insieme la vita
sociale era molto più dura e ingiusta. Se una malattia ti lasciava infermo, se subivi
un’ingiustizia o eri discriminato, avevi ben poche possibilità di
trovare aiuto. Non esistevano le organizzazioni del volontariato, le associazioni
in difesa di disabili, donne, bambini e persone affette da particolari
malattie. Non esistevano associazioni di tutela dei malati, dei consumatori,
degli omosessuali. Essere in qualche modo diverso significava affrontare
il disagio e l’emarginazione in totale solitudine.
E’ degli anni ‘60 il caso Braibanti, stimato intellettuale
omosessuale condannato al carcere per aver “plagiato” un ragazzo,
peraltro maggiorenne. Esisteva proprio il reato di plagio. Praticamente
la tua famiglia, lo psicologo e il giudice potevano decidere che l’omosessualità era
una malattia e potevano condannare alla prigione chi ti aveva
contagiato.
Quando si dice che tutto va peggio bisognerebbe sprecare due minuti a pensare
che cosa volesse dire realmente vivere 50 anni fa.
Vorrei proprio vedere chi sarebbe disposto a far cambio e tornare a vivere
allora.
Credo che sarebbe sufficiente mostrare la foto di un trapano per dentista
di quei tempi per convincere chiunque a cambiare idea.