Postfazione di Michael Meacher,
ex ministro inglese dell'Ambiente
"L'inganno a tavola" unisce
un'acuta analisi della vera natura dell'ingegneria genetica, una critica
devastante sui rischi per la salute e per l'ambiente delle colture
GM, ed esempi gravissimi sulla manipolazione della scienza e dei mezzi
d'informazione da parte dell'industria biotecnolgica.
Nonostante il dibattimento nazionale sugli OGM del governo britannico nella meta'
del 2003, nel Regno Unito, il livello di comprensione dell'ingegneria genetica
resta basso in modo preoccupante. Questo libro dovrebbe essere una lettura obbligatoria,
non solo per il grande pubblico, ma soprattutto per i responsabili politici che
non si sono mai confrontati con una sistematica analisi dei problemi causati
dagli OGM.
Cio' che rende il libro appassionante e' che non si tratta mai di un'arida esegesi
scientifica; si fonde concretamente con il dramma umano degli intrighi e delle
cospirazioni dietro le quinte che hanno inquinato la storia dell'industria biotech
nello sforzo frenetico di essere accettata. E' accuratamente documentato e egregiamente
scritto, a meta' tra un documentario e un thriller.
Rivela soprattutto che il tema degli OGM non e' materia arcana della scienza
e della tecnologia - ma riguarda fondamentalmente il potere.
I consumatori non traggono alcun beneficio dalle colture GM, quelli presunti
per gli agricoltori sono tuttora fortemente contestati, le sperimentazioni sull'ambiente
e sulla salute non sono mai stati effettuati, e gli agricoltori non-GM sono seriamente
a rischio. Allora perche' c'e' una simile pressione verso gli OGM? La risposta,
delineata in modo dettagliato e impressionante, ci dice molto sull'odierno esercizio
del potere - attraverso il finanziamento di partiti politici e individui chiave,
il reclutamento di propagandisti e strateghi, e gli accordi tra l'industria biotech
e il governo. E non si tratta di congetture; vengono fatti molti esempi che mostrano
quanto tali influenze siano oscure e maligne.
L'attenzione si concentra soprattutto sugli effetti degli OGM sulla salute. E'
sconvolgente che non siano stati praticamente eseguiti test clinici o biochimici
sugli effetti degli alimenti GM sulla salute umana. Jeffrey Smith ci offre, come
in un romanzo poliziesco, la rivelazione sul fallimento dell'L-tryptophan, sui
casi di allergie al mais StarLink, e sui rischi del promotore del virus mosaico
del cavolfiore, insieme a molti altri rischi per la salute, sia prevedibili che
imprevedibili.
Ma il nucleo del libro sta nella commercializzazione della politica e la politicizzazione
della scienza. Per coloro che ancora credono alla fantasia costituzionale secondo
cui i governi agirebbero in base al loro programma nell'interesse pubblico, questo
libro sara' traumatizzante. L'esercizio del potere oggi e' molto piu' duro e
spietato e i gruppi di pressione non sono l'elettorato, ma la grande industria.
Come uno studio su questa corruzione della responsabilita' democratica, il resoconto
di Jeffrey Smith e' una rivelazione. In gran parte, e' una chiamata alle armi,
non solo per prevenire la contaminazione della catena alimentare, ma soprattutto
per fronteggiare l'inquinamento del sistema decisionale del paese da parte dell'esercizio
sotterraneo del potere economico e finanziario e della manipolazione propagandista
dell'industria biotech.
Estratto
dal primo capitolo
Una lezione dalla
Vecchia Europa
"Lo sapete gia' tutti che non possiamo parlare di quello che e' successo. Ci
farebbero causa, e...".
"Adesso potete", la interruppe un giornalista di Channel Four Television, sventolandole
davanti un foglio. "Hanno tolto il divieto. Adesso suo marito puo' parlare con
noi".
Susan prese il foglio. "Arpad, vieni a vedere" esclamo', chiamando il marito.
Arpad Pusztai (pronuncia: Ar-pad Pus-tai), un distinto signore verso la settantina,
stava gia' arrivando, e mentre sua moglie gli mostrava il documento, i giornalisti
si intrufolarono in casa. Ma Arpad non se ne accorse nemmeno: stava fissando
il foglio che la moglie gli aveva appena passato. Riconobbe subito la carta intestata,
quella del Rowett Institute di Aberdeen, Scozia, uno dei piu' importanti istituti
nutrizionali del mondo e suo datore di lavoro per trentacinque anni, fino a quando,
sette mesi prima, era stato improvvisamente sospeso. Ed era li', scritto a chiare
lettere. Avevano revocato l'ordine di non parlare. Ora poteva parlare.
Il documento portava la data di quello stesso giorno, il 16 febbraio 1999. In
effetti, meno di venti minuti prima trenta giornalisti si erano riuniti nella
sala stampa del Rowett Institute e avevano assistito al discorso del direttore,
il professor Phillip James, che in modo noncurante aveva accennato al fatto che
le restrizioni imposte al dottor Pusztai nel parlare con la stampa erano decadute.
Prima che James avesse terminato la frase, i giornalisti erano corsi alla porta,
saltati sulle loro auto e si erano diretti direttamente a casa Pusztai ad Ashley
Park North, un indirizzo che conoscevano molto bene, avendo praticamente piantato
le tende la' fuori sette mesi prima. Ora, questi trenta giornalisti con telecamere
e registratori stavano ammassati nel soggiorno dei Pusztai.
Lo scienziato lesse il documento, due volte, e non appena alzo' lo sguardo i
giornalisti iniziarono a tempestarlo di domande. Sorrise e respiro' meglio di
quanto non facesse da tanto tempo: non aveva mai smesso di sperare, e adesso
finalmente aveva la possibilita' di condividere quello che sapeva sui pericoli
degli alimenti geneticamente modificati.
Sugli organismi geneticamente modificati, oltre al libro, Nuovi Mondi Media ha
creato un sito internet in cui si possono trovare altre informazioni e dossier
http://www.ingannoatavola.it
Estratto
numero 2
Cambiamo la dieta
Nel 1996 a Greg Bretthauer venne offerto quello che pensava sarebbe stato un
ottimo lavoro: presidente degli studenti della Central Alternative High School
di Appleton, nel Wisconsin.
Quando pero' ando' a vedere la scuola e vide com'era, non volle piu' averci niente
a che fare: i ragazzi erano "villani, odiosi e maleducati", e nella scuola non
c'era alcuna forma di controllo.
Era necessaria la presenza di un poliziotto in costante servizio, per far rispettare
la disciplina e controllare che non ci fossero armi.
Nel 1997, pero', la scuola inizio' a cambiare in un modo quasi miracoloso, grazie
a Barbara Reed Stitt, autrice di "Food and Behavior, A Natural Connection". La
Stitt si era resa conto dei profondi effetti che l'alimentazione puo' avere,
nel periodo in cui aveva esercitato il difficile ruolo di assistente sociale,
incaricata di seguire i condannati in liberta' vigilata. La prima cosa che faceva
con le persone che le venivano affidate, era quella di cambiare loro la dieta.
Spesse volte cio' aveva cambiato la loro vita. "Piu' dell'80% delle persone in
liberta' vigilata che ho controllato dal
1970 al 1982", dice la Stitt, "e' diventato un membro della societa' in buona
salute e produttivo dopo aver seguito un programma di terapia basato sulla dieta".
I cambiamenti di vita erano cosi' evidenti che un giudice ripeteva regolarmente
a chi entrava nel programma di liberta' vigilata: "Adesso ti mando da Barbara
Reed, e tu seguirai la dieta che ti fara' fare. Se non lo farai, finirai di nuovo
nei guai e la prossima volta andrai in prigione!".
La Stitt era convinta che molti dei problemi della scuola americana fossero legati
alla poverta' del regime alimentare, e, dal momento che era riuscita a cambiare
il comportamento di criminali, pensava che influenzare ragazzi delle superiori
sarebbe stato come mangiare una fetta di torta o non mangiarla.
Insieme a suo marito Paul, biochimico, rivolse alla scuola locale un'offerta
tanto inusuale quanto generosa: eliminare i distributori automatici di snack
e bibite, eliminare tutti i cibi industriali e dare cibi freschi, integrali e
nutrienti agli studenti, poi osservare il loro comportamento migliorare. E il
conto l'avrebbero pagato gli Stitt. Infatti, poiche' erano i proprietari della
Natural
Ovens, un'azienda di prodotti da forno integrali, la loro ditta avrebbe rifornito
la scuola con grandi quantita' del buon cibo sano che produceva, inoltre avrebbe
messo uno dei suoi cuochi a disposizione della mensa scolastica. I funzionari
della scuola accettarono prontamente quell'offerta senza condizioni, aspettandosi
anche qualche cambiamento, ma quello che successe fu una vera rivoluzione; oggi
quella scuola e' diventata tranquilla, i ragazzi si comportano bene, non marinano
piu' le lezioni, e le liti sono rare; il profitto e' migliorato e gli insegnanti
riescono finalmente a insegnare, invece di pensare solo a mantenere la disciplina. "Non
c'e' piu' scompiglio in classe, ne' i problemi di comportamento che c'erano prima
che iniziasse il programma alimentare", dice l'insegnante Mary Bruyette. Anche
quegli studenti che parevano destinati a finire nei guai, sono stati travolti
da questa rivoluzione. I numeri sono impressionanti: dall'inizio del programma,
cinque anni fa, non ci sono piu' stati incidenti con armi, ne' casi di abbandono
scolastico, espulsioni, suicidi e neppure casi di droga. Bretthauer e' ritornato
a visitare la stessa scuola quattro anni dopo aver rifiutato il lavoro, ed e'
rimasto sbalordito. Ha detto: "Mi e' capitato di tornare per un colloquio per
un altro lavoro e ho trovato un'atmosfera completamente diversa". Alla fine ha
deciso di accettare la posizione che gli era stata offerta la prima volta.
Altre scuole del circondario stanno cercando di ottenere lo stesso tipo di cambiamento.
La Einstein Middle School ha portato piccoli cambiamenti alla dieta e, grazie
allo stesso principio, subito i ragazzini sono diventati "piu' attenti e concentrati".
Un insegnante di scienze ha raccontato: "Lavoro qui da quasi trent'anni. Quest'anno
ho visto i ragazzi piu' calmi, ci si poteva parlare meglio. Sembravano piu' razionali.
Avevo pensato di andare in pensione quest'anno, ma alla fine, ho deciso di insegnare
ancora un altro anno - mi sto divertendo troppo!". Gli studenti hanno notato
i cambiamenti che sono arrivati grazie a una dieta piu' sana. Una ragazza ha
detto:
"Ora che riesco a concentrarmi, mi sembra piu' facile andare d'accordo con gli
altri, perche' adesso faccio attenzione a quello che gli altri hanno da dire,
e non mi preoccupo solamente di quello che io ho da dire a loro". Un altro studente
ha detto: "Quando si deve fare un compito difficile, si ha voglia di mangiare
bene"."Hanno imparato che grazie al cibo piu' sano saranno persone migliori",
dice il sovrintendente Thomas Scullen. "Facilita la loro concentrazione e li
rende piu' felici". Molti studenti adesso sono sostenitori dei cibi naturali.
La notizia della trasformazione di quella scuola ha suscitato interesse in ogni
parte del mondo. Ricevono richieste d'informazioni ogni giorno sul loro sito
web, inoltre hanno parlato di loro: la trasmissione televisiva "Good Morning
America" (popolare talk show della mattina su
ABC, NdT), la radio neozelandese, e una rivista italiana, per citarne solo alcuni.
Un'insegnante dello stesso distretto scolastico, qualche anno prima aveva fatto
un esperimento simile con i topi. In una gabbietta tre topi mangiavano cibo ad
alto contenuto calorico ma poco nutriente, come merendine, dolcetti ecc; in un'altra
gabbia invece tre topi mangiavano cibi integrali. La differenza tra i due gruppi
era scioccante. I topi nutriti a "junk food", letteralmente cibo spazzatura,
secondo la Stitt erano diventati "molto solitari e asociali". Le loro forme di
interazione erano spesso la lotta e il combattimento.
In ogni gabbietta c'era un tubo di cartone ricavato da un rotolo di carta da
cucina: i topi che mangiavano cibo spazzatura distruggevano a morsi il tubo,
mentre quelli che mangiavano cibo sano, vi si accoccolavano all'interno per dormire.
Inoltre i topi che mangiavano "junk food" sembravano perdere il normale comportamento
notturno, mentre di giorno correvano cosi' tanto
che l'insegnante dovette coprire la gabbia perche' non facessero troppo rumore
in classe. Dopo due mesi che venivano nutriti con cibo spazzatura, due topi uccisero
il terzo e lo mangiarono. Alla fine dell'esperimento durato tre mesi, l'insegnante
comincio' a nutrire i due topi sopravvissuti con cibo sano e nutriente, e dopo
tre settimane circa, ritornarono tranquilli e mansueti.
Venuta a sapere di quell'esperimento Sister Luigi Frigo, un'insegnante di seconda
elementare di una scuola di Cudahy, nel Wisconsin, decise di ripeterlo nella
sua classe, e ha fatto poi la stessa cosa ogni anno per sette anni. Nell'intento
di proteggere i topi, ha pero' limitato la dieta a base di cibo spazzatura a
soli quattro giorni. All'inizio, lei e i bambini osservano i topi per una settimana,
prendendo appunti sul loro comportamento. Poi a tre topi danno da mangiare cibi
come cereali ricoperti di zucchero, caramelle, biscotti e bevande gassate dietetiche.
Fin dal giorno seguente, racconta l'insegnante: "Il loro comportamento cambia
in modo drastico". I topi
nutriti a cibo spazzatura si trasformano da animali socievoli e molto attivi,
in animali pigri e scontrosi. Passano piu' tempo a lisciarsi il pelo, sembrano
nervosi, nascondono il loro cibo e non riescono piu' a eseguire certi giochi
che facevano prima del cambiamento di dieta. Ci vogliono poi da due a tre settimane
di dieta sana, perche' riescano a recuperare dal cibo spazzatura. Una volta la
classe ha provato a riprendere l'esperimento con gli stessi topi qualche mese
piu' tardi, ma gli animali si rifiutarono di mangiare il "junk food".
Cibo che altera la mente
Anche se lo scopo principale della Stitt non era eliminare dalla dieta i cibi
transgenici, tuttavia facendo togliere i distributori automatici, preparando
direttamente la maggior parte dei cibi e usando olio d'oliva al posto delle margarine
vegetali, in pratica aveva eliminato dal menu' quasi tutte le fonti di OGM. Non
e' chiaro quali fossero i cibi responsabili dei problemi di comportamento.
Cio' che e' chiaro, pero', e' che il cibo puo' avere un'influenza profonda sul
comportamento, sull'umore, sul senso di felicita' e su tutta la qualita' della
nostra vita. Nel 2002, una ricerca ha dimostrato che "le molecole alimentari
si comportano come ormoni, regolando il funzionamento dell'organismo e innescando
la divisione cellulare. Queste molecole possono causare squilibri
mentali che vanno dal deficit d'attenzione, all'iperattivita', fino a gravi malattie
mentali". Il cibo puo' essere "piu' potente dei farmaci". Inoltre, questi ricercatori
affermano che il cibo potrebbe alterare i "geni che influenzano la nostra predisposizione
ad ammalarci di tumore, disturbi cardiaci, depressione, schizofrenia, o dislessia".
Mangiare cibi sani non solo allunga la vita, ma "cosa ancora piu' importante,
ci permette di mantenere una migliore qualita' della vita durante l'invecchiamento".
Uno studio eseguito in Inghilterra dal Centro di ricerca sull'asma e l'allergia
avvalora questa conclusione. Per due settimane si e' dato da bere a 277 bambini
di tre anni del succo di frutta, a cui erano stati aggiunti quattro coloranti
artificiali piu' il conservante sodio benzoato per un totale di 20 mg, una quantita'
molto al di sotto dei livelli consentiti negli alimenti e nelle
bevande per bambini. Poi, per altre due settimane, ai bambini si e' dato da bere
del succo di frutta normale. I genitori, che ignoravano in quale periodo i loro
bambini ricevevano il succo normale e in quale il succo 'corretto', dovevano
tenere un resoconto scritto sul comportamento dei loro figli. Fra i comportamenti
che venivano registrati figuravano: "concentrazione intermittente, tendenza a
disturbare gli altri, difficolta' a mettersi a dormire, giocherellare con gli
oggetti e attacchi di collera". I dati hanno rivelato differenze significative
tra i due periodi. Lo studio percio' e' giunto alla conclusione che, tra la popolazione
infantile, la causa piu' probabile di un attacco di collera su quattro sia da
individuarsi nei coloranti alimentari.
I ricercatori affermano che e' possibile "modificare in modo significativo l'iperattivita'
dei bambini, eliminando coloranti e additivi alimentari dalla loro dieta". E
continuano, "tale cambiamento avrebbe effetti benefici su tutti i bambini, non
solo su quelli che sono gia' iperattivi o che sono a rischio di reazioni allergiche".
Se gli additivi alimentari o il cibo spazzatura hanno effetti del genere su bambini,
studenti e persone in liberta' vigilata, in che misura la nostra irritabilita',
distrazione, irrequietezza, insonnia, rabbia o depressione possono essere determinate
da cio' che mangiamo? La scienza non ha ancora una risposta a questa domanda.
L'impatto del cibo sulla salute mentale o emozionale non rientra nella valutazione
standard della sicurezza alimentare.
E nessuna ricerca ha ancora preso in considerazione questi effetti in relazione
ai cibi GM.
Un esperimento, tuttavia, ha trovato qualcosa quasi per caso. Uno studente olandese
che aveva dato da mangiare mais GM a un gruppo di topi, e mais naturale a un
altro gruppo, ha rilevato qualcosa di piu' di una semplice differenza di peso
tra i due gruppi: ha osservato anche notevoli differenze comportamentali. Quando
alla fine dell'esperimento furono pesati, i topi che
avevano mangiato OGM erano "piu' denutriti" degli altri. Ma, a quanto riferisce
il ricercatore, "molti di questi topi continuavano a correre intorno alla gabbia,
raspando disperatamente nella segatura, e addirittura saltando freneticamente
contro le pareti, una cosa che non avevo mai visto prima". Sicuramente quest'unico
esperimento non e' una base sufficiente per trarre conclusioni su eventuali effetti
degli alimenti transgenici sulla psiche umana. D'altro canto, non esistono neppure
prove certe del contrario.
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