Una gigantesca anomalia
storica che non ammette eccezioni in nessun angolo, seppur recondito,
del pianeta: ogni cosa ha un prezzo. E ogni cosa è in vendita,
disponibile al miglior offerente.
Non c’è più nulla di “reale”, l’oggettività
è divenuta mero frutto del business soggiacente. Le malattie possono
essere pura invenzione delle industrie farmaceutiche. Le guerre si rivelano
strumenti coloniali al servizio non più degli Stati, ma di aziende
e multinazionali. Nel mondo non ci sono mai stati tanti schiavi quanti
ora.
La nostra è diventata un’epoca in cui è oggetto di
vanto esportare una democrazia che ormai non esiste più. È
stata venduta. Ceduta a politici bramosi di potere, a finanzieri senza
scrupoli, a multinazionali avide.
L’informazione ha cessato da tempo di rivestire il ruolo di Quarto
Potere a disposizione e a tutela delle masse, e si è trasformata
in un medium che vende una percezione distorta della realtà, celando
gli interessi degli acquirenti, abbassando il prezzo per gli usurpati.
La ricerca scientifica non ha più la sola finalità di occuparsi
dei problemi dell’uomo o della Terra, preservando il presente e
garantendo il futuro. Ora il suo interesse principale è sviluppare
idee commerciabili. Siano esse malattie assassine, nuovi ritrovati tecnologici,
armi devastanti o strumenti per l’annientamento delle risorse.
Il sistema economico mondiale si è tramutato nel regno di pochissimi,
un’oligarchia ereditaria che non ammette intrusioni. Questa economia
deviata è sfuggita a ogni tipo di controllo, tanto che sta distruggendo
se stessa insieme al mondo di cui si nutre. Ha brevettato ogni cosa: dalle
opere dell’intelletto ai frutti della natura, dalle sementi prodotte
in millenni di storia dal lavoro dei contadini agli esseri umani.
Interi paesi non esistono più, anche se il loro nome è presente
sulle mappe. Sono “beni” privati di multinazionali del petrolio,
del gas, del legname, persino dell’abbigliamento. Oggetti di sfruttamento
dei minerali, degli spazi e del lavoro a buon mercato.
Gli esseri umani sono le cavie per medicamenti ed esperimenti chimici.
Sono la forza lavoro, sono spendibili come lettori, acquistabili come
consumatori. Fanno capolino, mercificati, sui cartelloni pubblicitari,
sono assoldabili come killer per le guerre coloniali. Vengono ceduti insieme
al terreno sul quale da sempre vivono, vengono strumentalizzati attraverso
il tubo catodico.
La satira un tempo era grido di sdegno che additava i comportamenti negativi,
invettiva sociale e politica. Ora è poco più che un sorriso
compiaciuto o rassegnato sulle miserie dell’umanità.
E basta guardarsi intorno per accorgersi che ogni cosa, qualunque cosa,
è in vendita.
Gli autori di questo libro denunciano situazioni a volte al limite del
paradosso, ma tremendamente reali, nel tentativo di evitare che almeno
la coscienza di un mondo all’asta non venga del tutto alienata.
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